Vi siete mai chiesti cosa accomuni attività come lo shopping, l’uso di alcol e nicotina, l’esercizio fisico, il sesso, i social media, la caffeina, la musica, i farmaci ansiolitici e il gioco d’azzardo?
La Dopamina.
Tutte queste cose, pur sembrando molto diverse tra loro, condividono una caratteristica fondamentale: sono tutte potenzialmente in grado di innescare meccanismi di dipendenza.
C’è infatti un legame neurochimico che rende queste attività apparentemente così eterogenee in realtà simili tra loro.
quando sperimentiamo piacere, sia che stiamo mangiando zucchero, bevendo alcol, fumando una sigaretta, facendo sesso, o anche semplicemente scrollando i social media, il nostro cervello reagisce in modo simile. Le stesse aree cerebrali vengono attivate, generando quella sensazione di gratificazione che associamo al piacere.
Negli ultimi anni, si è sviluppata una consapevolezza di come il “mercato della dopamina” sfrutti questo circuito cerebrale per creare opportunità di guadagno, sia legali che illegali.
Il piacere immediato è ormai ricercato da tutti, o quasi. Il continuo controllare se il post ha portato like o quante visualizzazioni ha generato non è diverso dalla ricerca della sostanza da parte di un tossico dipendente.
É necessario staccare la spina, riaprire gli occhi e poi, con calma e consapevolezza, tornare ai social con un approccio più intelligente.
